Saturday, September 16, 2006

Nek - In te (1993)

Nek, quando ancora non era Nek. Con un look più simile ad Alberto Tomba e ancora lontano anni luce dai fasti di tormentoni come Laura non c'é e Ci sei tu, il cantautore di Sassuolo conquistò un più che dignitoso terzo piazzamento nella sezione Giovani con un brano dal tema davvero scomodo per le benpensanti platee del Festival: l'aborto.

Nek dichiarò che la canzone era ispirata all'esperienza realmente vissuta da un suo amico (si si, dicono sempre tutti così...): lui e lei sono giovani, lei scopre di avere una "pagnotta nel forno" e vorrebbe abortire, lui si rivela molto più responsabile di lei e la convince a tenere il figlio non desiderato. E co n quali argomenti! Sentite qua:

"Risalirò col suo peso sul petto
Come una carpa il fiume
Mi spalmerò sulla faccia il rossetto
Per farlo ridere
Per lui poi comprerò
Sacchetti di pop corn
Potrà spargerli in macchina
Per lui non fumerò
A quattro zampe andrò
E lo aiuterò a crescere
Lui vive in te
Si muove in te
Con mani cucciole
E' in te respira in te
Gioca e non sa
Che tu vuoi buttarlo via"

Già dopo la prima strofa, tutte le signore in giuria popolare erano in lacrime, commosse dal senso di sacrificio di questo ragazzo padre che si batte per far nascere il figlio che lei vuole "gettare via". Ma l'arma segreta la sfodera nella strofa successiva:

"Per lui non fumerò
La notte ci sarò
Perché non resti solo mai
Per lui lavorerò
La moto venderò
E lo proteggerò
Aiutami"

Smetterà di fumare e venderà la moto. Con questa canzone subdola quando la pubblicità dell'8x1000 alla chiesa cattolica era impossibile non premiarlo!

Coraggiosamente, Nek non ha mai rinnegato questo pezzo, inserendolo addirittura nel suo ultimo best of L'anno zero.

Per concludere, mi piace ricordare sempre la recensione di questo brano che lessi su non ricordo quale rivista di musica: un aborto di canzone sull'aborto. Mai definizione fu più esatta.

9 comments:

Stefano said...

Ne hanno fatto una devastante versione gli Elio e le Storie Tese, con Mangoni nella parte di NEK....

Anonymous said...

in questa canzone sta dicendo semplicemente che vuole tenere cura del piccino, e che purtroppo pure che lei non lo vuole il bambino gia' esiste e de' troppo tardi' per decidere di non avere un bambino. ho abbortito e non c'e' un giorno che passa che non penso al mio piccino, adesso invece di stare in un bidone doveva stare fra le mie braccia, un bellissimo bambino di 3 anni che stringerei forte forte fra le mie braccia ma non c'e qui.

Anonymous said...

Non mi trovo assolutamente d'accordo con le cattiverie dette su questa canzone, la canzone è bella da ascoltare e molto dolce e ha un significato profondo... Non vedo come si possa criticarla, evidentemente chi la critica è privo/a di cuore...

Anonymous said...

non è certo l'argomento a essere criticato, ma il modo in cui ne parla... dai, un figlio non si può crescere solo giocando con lui o insaponandogli la schiena... l'amore non riempie lo stomaco. ci vogliono responsabilità e, checchè se ne dica, grana in abbondanza, perchè è un impegno che dura una vita. non facciamo gli ipocriti, su!

Anonymous said...

Non sono un fan di Nek ma devo dire che questa è una bella canzone, molto meglio di molte altre osannate all'inverosimile. Tuttaltro che un mostro!
Il modo in cui parla di quest'argomento è quello di un padre che vuole bene al proprio figlio...e alla madre.
PS: l'amore non deve riempire lo stomaco ma di sicuro il cuore, questa canzone è un segno di resposabilità alla faccia della madre! Abortire è qualcosa di abominevole e criminale.
Certo che ci voule responsabilità, "grana" e impegno ma lasciamo stare l'ipocrisia, questa è una canzone.

Anonymous said...

UNA GRANDE CANZONE. Un must. Tuttel le scuole la dovrebbero tenere come libro di testo e sussidiario insieme. Un ragazzo con degli ottimi valori (la Moto, fumare, non cambiarsi, non lavorare) che dichiare se la ragazza non abortisce di stravolgerli... Non fumerà più, venderà la moto, SI CAMBIERà!!!! LAVORERA'!!!! Meglio di San Paolo sulla via di Damasco!

valerio said...

Io credo che questa sia veramente una canzone bellissima. Oggi siamo nel 2009, questa canzone è del 1993 ma è assolutamente moderna ed attuale. Non so se sia una esperienza diretta di Nek o di un suo amico ma la stessa racchiude una forza devastante del vero amore. annullarsi in un bambino che deve nascere, desiderarlo più di qualsiasi cosa è il gesto di amore più grande che uomo può fare alla propria donna. tenere tra le braccia un bimbo è commovente, appagante, dona la massima felicità. Credo che Nek dovrebbe fare un seguito di questa canzone, una canzone in cui racconta che il suo bambino è nato, sta crescendo e crescerà come lui lo desiderava. Non è essere bacchettoni o estremisti religiosi (io sono un "cattolico non praticante" quindi...) per amare e difendere questa canzone, questa canzone è semplicemente un inno all'amore e alla felicità di essere padre. Bravo Nek!....credimi, dopo 16 anni è il momento che scriva il seguito. Pensa te, ho 50 anni, sono un Dirigente d'azienda, ho una figlia di 18 anni e sono diventato da poco un ammiratore delle tue canzoni. Complimenti ancora, Valerio

carlo said...

Ovvio che non si può restare indifferenti a questa canzone. Prorpio non capisco che non la accetta, forse il cuore della gente è più duro del marmo....tenere un figlio non desiderato è un gesto coraggioso che merita sempre e comunque rispetto e stima. Io sono convinto che se non ci sono le condizioni per fare nascere un bambino, ci sarà la Provvidenza che come per magia preparerà la strada affinchè le difficoltà siano superate e magari renderà tutto più facile. Dobbiamo metterci in testa che l'aborto è il problema più grave del mondo attuale, ogni anno l'uomo uccide milioni di esseri innocenti. tutto nel silenzio però..infatti si uccidono creature non ancora nate ma pur sempre creature.Chi ha sensibilità percepisce questo delitto come uno dei più sconvolgenti, se si pensa che si tratta di vittime innocenti. Sembra facile dirlo, ma le madri che si rifiutano di avere il proprio figlio prima che alle loro difficoltà, dovrebbero pensare all'atto criminoso, che è bem più grave.basta dare un'occhiata a come si pratica l'aborto per capire che il feto soffre tantissimo e per rendersi conto di stare facendo qualcosa di atroce e contro natura.....

Serena said...

Da donna che ha avuto un aborto spontaneo, non posso fare altro che apprezzare questa splendida canzone scritta quando avevo sette anni, fu censurata e ancora non posso credere che ci sia gente tanto... che la prenda così.
E' una canzone profonda e sensibile, mi dispiace che tanti non abbiano la sensibilità di cogliere il vero significato dietro frasi banali come possono essere i sacchetti di pop corn o il rossetto.

Grazie Filippo per la canzone, a me dà la forza di andare avanti e sperare che ci sarà una nuova possibilità di diventare mamma, assieme all'angelo volato in Cielo.

Serena