Thursday, December 27, 2007

Enrico Beruschi - Sarà un fiore (1979)

Di quanto fosse stata loffia l'edizione del 1979 ho già avuto modo di parlarvene. Il 93% dei cantanti in gara erano presumibilmente figuranti raccattati a Cinecittà, che oggi probabilmente manco si ricordano di aver partecipato al festival. Il restante 6% era composto da onesti mestieranti come Mino Vergnaghi (futuro paroliere di Zucchero), I Collage, I Camaleonti, i monumentali Pandemonium (vedi il post dedicato), l'unica vera prelibatezza di quest'anno. A conti fatti rimane un 1%. Quello lo occupa, più che legittimamente, Enrico Beruschi.
Troppo cialtronesco, musicalmente poco dotato, con una mediocre presenza scenica, riuscì laddove perfino Romina Power era "riuscita a fallire", ovvero: interpretare male perfino una canzone totalmente parlata. Per la verità Beruschi avrà anche le sue colpe, ma il brano certo non venne in suo aiuto. Partiamo dall'argomento trattato da Sarà un fiore: un uomo (presumibilmente molto poco dotato), durante la prima notte di nozze, sente domandarsi dalla consorte "Cos'è sto coso qui?".
C'è bisogno di aggiungere altro? Mmm, beh, forse vale la pena di citare il passaggio che racconta di come la sprovveduta mogliettina ha colmato le sue lacune (e il doppio senso è puramente casuale) grazie al postino.

Sarà cos'è
Sarà dov'è
Sarà cos'è
Sarà perché
L'amore mio sei proprio te
E allora io son steso sopra un letto
Tu sei stesa dirimpetto
Tu mi dici dolcemente
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Ma come
Non è mica un aeroplano
Ma se è vero che ci amiamo
Non dovresti domandarmi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Ma come
Ti ho creato l'atmosfera
Col formaggio e con la pera
Ed ancora mi domandi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Ma come
Scusa tanto se è così
Ma lo trovo
Ma lo trovo
Sempre lì
Sarà un fiore
Che cresce con la pioggia
E con il sole
Se c'è la luna cambia di colore
Marisa dai non chiedermi cos'è
Sarà cos'è
Sarà un fiore
Peccato che non sa telefonare
Che tante cose ti vorrebbe dire
Marisa sai non chiedermi cos'è
Sarà perché
L'amore mio sei proprio te
E allora dopo tante primavere
La signora Belvedere
Non domanda più al marito
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
L'ha saputo dal postino
Birichino birichino
Che passava ogni mattino
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Ma come
Il proverbio è presto fatto
O sei grullo o sei distratto
Ma è la donna che ti insegna
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Cusa l'è ches chi
Ma come
Scusa tanto se è così
Ma la donna
Quando vuole
Dice sì
Sarà un fiore
Che cresce con la pioggia
E con il sole
Se c'è la luna cambia di colore
Marisa dai non chiedermi cos'è
Sarà un fiore
Che cresce con la pioggia
E con il sole
Se c'è la luna cambia di colore
Marisa dai non chiedermi cos'è
Sarà perché
Sarà un fiore
Peccato che non sa telefonare
Che tante cose ti vorrebbe dire
Marisa sai non chiedermi cos'è
Sarà cos'è
Sarà cos'è
Sarà.

E dall'alto della mia infinita misericordia ecco il link per ascoltarla.
Ma la censura, quando serve, si può sapere dov'è? Per la verità la censura non mancava affatto, ma ovviamente abbattè sbadatamente la sua mannaia sullo sfigatissimo Franco Fanigliulo, obbligandolo a cambiare il testo della canzone perché nominava la cocaina.
In pieno clima "commedia sexy all'italiana", santificato dalla presenza della starlette Anna Maria Rizzoli alla conduzione al fianco di Mike, l'orrido motivetto venne annaffiato da una pioggia di voti che lo portarono ad un incredibile quinto posto.
Ma coooooooooome?

Per i più perversi nonché masochisti ricordo che l'anno successivo Beruschi ci regalerà un'ulteriore prova delle sue doti canterine con l'irritante Urca, che bello!

5 comments:

WebmasterMascherato said...

all'epoca, bimbo che ero, non colsi proprio il significato della cantilena: ma è una zozzoneria devastante!!! Comunque Beruschi lo hai demolito peggio che i Ragazzi Italiani!

miss, mi hai fatto crollare un mito
:/

Missrettore said...

lo ammetto, finché sono stata sotto l'effetto stordente di ciao crem e saccottini del mulini bianco anch'io stravedevo per Beruschi. Le scenette dell'orologiao-ao-ao-ao mi ipnotizzavano letteralmente. Poi, col passare degli anni mi sono ravveduta. Nonostante questo mi sento in dovere di non rinnegare il mio passato!

WebmasterMascherato said...

difendo però a spada tratta "Urca che bello"!

Vuoi mettere le liriche metafisiche e sublimi di questo capolavoro postmoderno?

"è bello sì/ è bello no/ è bello il buco da cui nasce il Po" (intuizione leghista ante litteram)

aldo said...

Per fortuna sei tornata!!! Non ci speravo più!!!

Fabrizio l'Irlandante said...

Riascoltandola io invece,non ho potuto fare a meno di sorridere.
Sorridere sì, perché avendo solo 4 anni ai tempi,la canticchiavo non consapevole dei significati, ma anche perché invece sono convinto che la censura ai tempi mancò fortunatamente il bersaglio forse un po' volutamente e forse un po' ingenuamente. Sì, ingenuamente, con la stessa ingenuità della gente dell'epoca, con la stessa ingenuità di una coppia di nonni che regalarono il 45 giri per Natale al loro nipotino quattrenne perché sapevano che gli piaceva, tra i sorrisi sotto i baffi di zii e parenti un po' più giovani e già un po' più smaliziati.

Anni dopo arrivò"il clarinetto" di Arbore e più tardi ancora "Lazzo" di Mazza. Ma quelli erano altri tempi ed altre storie.